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martedì 29 novembre 2011

Recensione: "Il linguaggio segreto dei fiori" di Vanessa Diffenbaugh


Oggi vi propongo la recensione del libro a cui ieri ho dedicato il Teaser Tuesday e che ho terminato.
Comincio dunque ad elencarvi la trama:

Victoria ha paura del contatto fisico. Ha paura delle parole, le sue e quelle degli altri. Soprattutto, ha paura di amare e lasciarsi amare. C'è solo un posto in cui tutte le sue paure sfumano nel silenzio e nella pace: è il suo giardino segreto nel parco pubblico di Portero Hill, a San Francisco. I fiori, che ha piantato lei stessa in questo angolo sconosciuto della città, sono la sua casa. Il suo rifugio. La sua voce. È attraverso il loro linguaggio che Victoria comunica le sue emozioni più profonde. La lavanda per la diffidenza, il cardo per la misantropia, la rosa bianca per la solitudine. Perché Victoria non ha avuto una vita facile. Abbandonata in culla, ha passato l'infanzia saltando da una famiglia adottiva a un'altra. Fino all'incontro, drammatico e sconvolgente, con Elizabeth, l'unica vera madre che abbia mai avuto, la donna che le ha insegnato il linguaggio segreto dei fiori. E adesso, è proprio grazie a questo magico dono che Victoria ha preso in mano la sua vita: ha diciotto anni ormai, e lavora come fioraia. I suoi fiori sono tra i più richiesti della città, regalano la felicità e curano l'anima. Ma Victoria non ha ancora trovato il fiore in grado di rimarginare la sua ferita. Perché il suo cuore si porta dietro una colpa segreta. L'unico capace di estirparla è Grant, un ragazzo misterioso che sembra sapere tutto di lei. Solo lui può levare quel peso dal cuore di Victoria, come spine strappate a uno stelo. Solo lui può prendersi cura delle sue radici invisibili.Solo così il cuore più acerbo della rosa bianca può diventare rosso di passione. 

Commento:
Questo libro poteva promettere bene. Il tema del linguaggio dei fiori intrapreso dall'autrice non era niente male e mi ha incuriosita fin dalle prime pagine. Il linguaggio è scorrevole, limpido, fluente e il libro si legge con tranquillità e facilità. Bella anche l'idea di intrecciare il passato e il presente in un susseguirsi di flahback e ritorni al racconto, tuttavia il libro mi è piaciuto solo nella prima metà. Perchè?
Prima di tutto le relazioni che si vengono ad instaurare all'interno del libro a mio parere sono fittizie e assolutamente poco realistiche. L'unica relazione che lega in modo umano due persone del libro è quella tra Victoria ed Elizabeth. Ho trovato la protagonista assolutamente odiosa, soprattutto dopo la prima metà del romanzo, insopportabile, dolorosamente pesante. Per quanto riguarda Grant... poteva essere un gran bel personaggio, ma il lettore alla fine del libro sa ben poco sul suo conto. Inoltre i suoi comportamenti sono per me incomprensibili, almeno in parte. Consiglio vivamente a chi non ama gli spoiler di fermarsi qui con la lettura della recensione perchè da adesso in poi potrei rivelare qualcosa della trama.
La gravidanza di Victoria è stata del tutto inaspettata e ho trovato assurdo il modo in cui l'ha affrontata: una donna non può portare avanti una gravidanza da sola, soprattutto una donna come Victoria. Nessun medico, nessuna visita al bambino... 
Per non parlare dei momenti d'amore con Grant: inizialmente li trovavo teneri, ma via via che le pagine procedevano la loro intimità non mi piaceva. Non che accada nulla di particolare, semplicemente trovo un po' improbabile che una persona come Victoria che odia il contatto fisico possa farsi anche solo sfiorare da Grant con questa facilità. Quella che più mi ha lasciata sconvolta però è l'autrice, perchè non approfondisce nel modo giusto le emozioni e i sentimenti dei personaggi. Ho trovato il suo romanzo assolutamente insipido.
Non comprendo come una madre possa abbandonare una bambina appena nata e in lacrime in casa andandosene al supermercato o andando a dormicchiare sotto un cespuglio in un parco. Non lo concepisco, e con tutta sincerità non comprendo neppure come Grant abbia potuto perdonare la protagonista così incondizionatamente, senza nepppure un discorso e senza pretendere alcuna spiegazione. L'unica nota positiva è dunque l'originalità del linguaggio dei fiori, e, a tal proposito, se Victoria esistesse realmente, i fiori che la rappresenterebbero di più non sarebbero la rosa bianca, il rododendro e la lavanda, come reca la copertina, ma la peonia (rabbia), l'ortica (crudeltà), l'euforbia (perseveranza) e il basilico (odio). 
Concludo dicendo che è un commento del tutto personale, è un libro che a me personalmente non è piaciuto granchè, anche se ho letto molti commenti positivi su questo romanzo che, a mio parere, poteva offrire molto di più.

Voto
e 1/2

Se volete leggere un estratto del libro, cliccate sul link qui sotto:  Teaser Tuesday # 9: "Il linguaggio segreto dei fiori"

2 commenti:

  1. Avendo letto fino allo stop per i non amanti degli spoiler, non ho ben capito se lo consigli o meno!
    Io sono sempre alla ricerca di nuovi libri da leggere. Anche se ho una lista infinita, e pile di libri sulla scrivania, c'è sempre spazio per un altro libro!
    Buona serata Mirial! :)

    RispondiElimina
  2. Beh, in realtà non so se lo consiglierei o meno... Più che altro è un libro strano e non a tutti potrebbe piacere. A me personalmente non è piaciuto, ma magari tu potresti trovarlo meraviglioso, ecco! Se non pretendi tanto da un libro, se vuoi una lettura leggera e poco impegnativa, se ti accontenti di poco allora te lo posso consigliare. Ma se cerchi un libro descrittivo in cui vengono indagati a fondo la psicologia e i sentimenti del personaggio e che ti coinvolga profondamente te lo sconsiglio. Personalmente non credo di essere una persona che pretende molto da un libro; certo, non leggo esattamente di tutto, però ho una precisa idea di cosa siano i romanzi rosa, e sinceramente "Il linguaggio segreto dei fiori" non può essere considerato un rosa, visto che il romanticismo manca quasi del tutto. Ci sono due scene in tutto il libro che sono vagamente romantiche. Tuttavia anche a questo proposito le persone possono avere un parametro di valutazione diverso dal mio... non è un libro da considerarsi "pessimo", semplicemente da un libro io mi aspetto di più. La protagonista non ha lasciato il segno dentro di me e non mi sono affezionata a nessun personaggio, è questo il motivo che mi ha indotto a dare un giudizio negativo a questo romanzo. Spero di esserti stata più utile che nella recensione!
    Baci!

    RispondiElimina

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