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giovedì 26 aprile 2012

Recensione: "Harry Potter e l'Ordine della Fenice" di J.K. Rowling



Buona sera a tutti, carissimi lettori!
Finalmente, dopo tanto tribolare e dopo molta fatica sono riuscita a terminare anche il quinto volume della saga del maghetto con gli occhiali. Essendo un periodo un po' movimentato, mi sono dedicata ben poco alla lettura, mi aspettavo di finirlo in molto meno tempo, ma gli imprevisti ci sono sempre. Detto questo, vi propongo la recensione di "Harry Potter e l'Ordine della Fenice".


Pagine: 804
Prezzo: 24,00
Casa editrice: Salani

Trama:
Lord Voldemort è tornato. Che cosa succederà ora che l'oscuro signore è di nuovo in possesso dei suoi terrificanti poteri? Quanta morte e distruzione seminerà nel tentativo di riprendere il dominio del mondo? Sono le stesse domande che si pone Harry Potter, disperatamente segregato - come tutte le estati - nella casa dei suoi zii Babbani, lontano dal mondo magico che gli appartiene. Ma qualcosa è cambiato anche in lui. Ormai quindicenne, lo troviamo divorato dalla frustrazione, dalla rabbia e dall'ansia di ribellione tipiche della sua età, nonchè dalle prime cotte amorose. Di certo le avventure non mancheranno in questo quinto capitolo. Nuovi personaggi, nuove sconvolgenti rivelazioni e società segrete... sono questi gli ingredienti principali di questo romanzo. Tessendo un'altra stupefacente trama, Joanne K. Rowling, questa volta dà voce alle inquietudini dell'adolescenza, mettendo in guardia contro la stupidità del potere e di chi lo usa per combattere il talento, il coraggio, la fantasia e la diversità.

Voto:

Recensione:
Vi starete chiedendo il motivo della mia decisione di dare tre misere stelline a questo quinto episodio della saga di Harry Potter, ma prima di rivelarvelo, vorrei procedere con ordine. 
Il quarto volume ci aveva lasciati con l'amaro in bocca, dopo l'imprevista e dolorosa morte di Cedric Diggory, compagno di scuola di Harry e suo rivale al torneo Tremaghi. Non ci si poteva aspettare dunque che il quinto volume potesse avere un incipit fiabesco, come accadeva nei primi volumi della saga. Troviamo qui un Harry cresciuto, frustrato e colmo di una rabbia irreprimibile, com'è giusto che sia. Addolorato per la morte del compagno di scuola, preoccupato per il ritorno di Voldemort e frustrato per la mancanza di lettere da parte dei suoi migliori amici, Harry non tarderà a manifestare il suo disappunto e il suo rancore nel corso di questo quinto libro. Come se non bastasse, i suoi zii, presso i quali è costretto a trascorrere tutte le estati, non gli lasciano tregua. E se poi ci si mette anche il Ministero della Magia ad attaccarlo con decisione e stoltezza, possiamo ben comprendere come la rabbia di Harry sia giustificata. Le prime pagine del libro scorrono via velocemente, pregne di magia e mistero, gli ingredienti principali dei libri della Rowling ai quali tutti i lettori del mondo si sono facilmente appassionati. Scopriamo un nuovo e sconosciuto lato di Harry, esausto di essere sempre al centro dell'attenzione e della mondanità e preoccupato per i cambiamenti che stanno avvenendo in lui e dei quali comprende ben poco. Sempre nella prima parte del libro ci viene presentata per la seconda volta un'abitazione magica: questa volta si tratta della casa dei Black, la famiglia di Sirius, padrino di Harry. Grimmauld Place numero 12 è un luogo tetro, poco accogliente, ma pregno di magia: non solo è infestato da una moltitudine di creature magiche, ma è nientepopodimeno che il Quartier Generale dell'Ordine della Fenice, società segreta capeggiata da Albus Silente. Nel prosieguo della storia il lettore incontra una moltitudine di nuovi personaggi: Dolores Jane Umbridge, Luna Lovegood, Grop, Bellatrix Lestrange... sono solo alcuni dei nomi che compaiono fra le pagine del libro. Harry è impaziente di ritornare a Hogwarts, a dire il vero non è neppure tanto sicuro di riuscire a tornarci, visto che qualcuno al Ministero sembra intenzionato a tutti i costi a volerlo espellere... ma infine la giustizia ha la meglio sulla menzogna ed Harry torna ad occupare i banchi di scuola. Ma è proprio tra le mura di quel castello tanto amato che si trova l'unica, insopportabile pecca di questo quinto libro: la professoressa di Difesa contro le Arti Oscure, Dolores Umbridge. 
Odiosa, sprezzante, maligna e spietata, si dimostrerà un vero fardello, sia per il lettore che per Harry. La Rowling è riuscita a delineare con grande maestria il personaggio della Umbridge, ma a mio parere ha forse esagerato un po': ho fatto una grande fatica a sopportare le angherie di quella terribile donna e i suoi odiosi ed assurdi decreti didattici, per non parlare delle punizioni e delle continue verifiche agli insegnanti. Insomma, per colpa di un solo personaggio ho rallentato di molto la lettura, che è diventata per me pesante e priva di ogni attrattiva. Gli unici momenti che alleviavano le mie sofferenze erano quelli in cui venivano descritte le riunioni dell'Esercito di Silente, gruppo studentesco fondato da Harry, Ron ed Hermione, per provvedere alla scarsa preparazione nella Difesa contro le Arti Oscure dell'intera scuola. Harry si è qui dimostrato un abile e degno insegnante, paziente e valido per i suoi compagni, che imparano incantesimi, fatture, controfatture e maledizioni con impegno e dedizione. Grazie agli incontri dell'ES scopriamo qui un nuovissimo Neville, intrepido, coraggioso e meno impacciato del solito, deciso più che mai ad essere all'altezza dei suoi genitori, ricoverati all'Ospedale San Mungo da anni. L'evoluzione di questo personaggio è stata una piacevole sorpresa, ma è solo l'inizio di un cammino evolutivo. Conosciamo più a fondo anche Ginny, Fred e George Weasley, che daranno spettacolo di sè, con nuovi ed esilaranti effetti speciali. Hermione, sempre più ingegnosa e combattiva, dimostra essere sempre di più la vera mente del gruppo: lucida, razionale, premurosa e brillante come non mai, sarà lei a escogitare le lezioni segrete dell'ES per fronteggiare le carenze della Umbridge, e sarà lei a dare una nuova opportunià ad Harry all'interno del mondo magico, che lo vede ormai alla stregua di un pazzo squilibrato, grazie ad un'intervista da lei richiesta al padre di Luna Lovegood, direttore del giornale "Il Cavillo". 
Insomma, il quinto anno a Hogwarts non è da prendere alla leggera, anche perchè è l'anno dei G.U.F.O., gli esami dai quali dipenderà la futura carriera lavorativa degli studenti e che sommergono i protagonisti di studio. Ma non basta la preoccupazione per la preparazione agli esami: Harry sarà costretto a frequentare delle lezioni speciali di una nuova materia, l'Occlumanzia, che gli verrà insegnata da Severus Piton. Devo ammettere che anche queste lezioni, come quelle dell'ES, si sono dimostrate davvero interessanti, un po' per l'elettricità palpabile nell'atmosfera, un po' per le scoperte con le quali la Rowing ci delizia... 
In conclusione, il quinto volume della saga è stato, a parer mio, troppo lungo: tolte le parti più insignificanti ed inutili alla storia, si potrebbe ridurre il libro da 800 a 400 pagine, se non di meno. Senza contare che la soffocante aria di frustrazione risulta essere fin troppo accentuata ed esasperante. Per questo motivo ho deciso di dare a "Harry Potter e l'Ordine della Fenice" non più di 3 stelline.

Il Film:
Anche da questo libro, lo saprete tutti è stato tratto un film. L'ho trovato decisamente migliore del quarto: belli gli effetti speciali, molto più fedele la trama, così come pure i dialoghi. Non mi è piaciuta l'assenza delle divise scolastiche, così come anche la scelta degli abiti del cast giovanile, ma questo è un mio gusto personale che ha poco a che vedere con la storia. Ho trovato perfetta l'interpretazione di Dolores Umbridge, che si è calata perfettamente nel personaggio e ha saputo farsi odiare non meno della sua copia cartacea. Sublime anche l'interpretazione di Bellatrix Lestrange.


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